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Lo standard aperto su cui gira il software enterprise Java: manutenzione, migrazione dal vecchio Java EE e sviluppi nuovi
Jakarta EE è l'insieme di specifiche su cui si costruiscono le applicazioni Java aziendali: componenti, persistenza, servizi web, sicurezza, iniezione delle dipendenze. È il successore di Java EE, passato all'Eclipse Foundation con una governance in cui nessun fornitore ha più voce degli altri — cosa che per un'azienda significa non dipendere dalle decisioni commerciali di un singolo produttore. La versione corrente è la 11, di giugno 2025, con tre profili a scelta: la piattaforma completa, il profilo web e un profilo ridotto pensato per i microservizi. Il punto che conta davvero per chi ha software Java di qualche anno è però un altro: nel 2020 tutti i nomi dei pacchetti sono cambiati, e questo rende il codice scritto per Java EE tecnicamente incompatibile con qualunque runtime moderno. Con FreelanceWWW trovi sviluppatori per la migrazione o per costruire su standard aperti.
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Domande frequenti
Abbiamo un'applicazione Java EE di dieci anni fa: si può ancora aggiornare?
Sì, ed è uno degli interventi più richiesti. Ma va capito subito qual è l'ostacolo vero, perché non è quello che ci si aspetta.
Il problema si chiama cambio di namespace
- Nel dicembre 2020, con la versione 9, tutti i nomi dei pacchetti sono cambiati da una radice all'altra. L'Eclipse Foundation lo ha chiamato ufficialmente il «big bang».
- La conseguenza: il codice scritto per Java EE non compila sui server moderni. Non è vecchio, è incompatibile.
- La buona notizia: esistono strumenti che fanno la sostituzione in modo automatico, e per la maggior parte delle applicazioni è un lavoro meccanico.
- La parte che costa: le librerie di terze parti non aggiornate, e il codice che dipende da funzioni rimosse nel frattempo.
Chiedi un'analisi preliminare prima del preventivo complessivo: su una migrazione, un numero dato senza aver contato le dipendenze non vale nulla.
Jakarta EE o Spring Boot per un progetto nuovo?
Dipende da cosa conta di più per la tua organizzazione, e sono ragioni diverse da quelle tecniche.
- Jakarta EE conviene quando: vuoi uno standard aperto governato da un consorzio e non da una singola azienda, hai già server applicativi e competenze interne, o lavori in un contesto dove i capitolati richiedono conformità a standard.
- Spring Boot conviene quando: cerchi la massima disponibilità di sviluppatori sul mercato e la partenza più rapida, che è la situazione della maggior parte delle PMI.
- Da sapere: non sono mondi separati. Molte applicazioni Spring usano specifiche Jakarta per la persistenza e la validazione.
Che cosa sono i tre profili e quale ci serve?
Sono tre livelli di completezza, e sceglierne uno più grande del necessario significa portarsi dietro componenti che nessuno userà.
- Platform: la piattaforma completa, per applicazioni aziendali che usano transazioni distribuite, messaggistica, batch.
- Web Profile: il sottoinsieme per applicazioni web, che copre la maggior parte dei casi reali.
- Core Profile: il profilo ridotto, pensato per microservizi e runtime leggeri.
La versione 11 richiede Java 17 o superiore su tutti e tre, ed è un requisito da verificare prima di pianificare, perché spesso il vincolo è il server dove l'applicazione dovrà girare.
Su quali server applicativi gira?
Su più di uno, ed è esattamente il punto dello standard: il codice è portabile. Le implementazioni più diffuse in Italia sono WildFly, Payara, Open Liberty e TomEE, ciascuna con una propria offerta di supporto commerciale.
- Il vantaggio pratico: se un fornitore di server cambia politica commerciale, l'applicazione si può spostare. È il motivo storico per cui la pubblica amministrazione e le grandi aziende preferiscono gli standard.
- Il limite da conoscere: la portabilità è reale sul codice standard, meno su tutto ciò che usa estensioni specifiche di un server. Va verificato caso per caso.
Vale la pena investire su Jakarta EE nel 2026?
Per un progetto nuovo in una PMI, quasi sempre conviene Spring Boot per la disponibilità di persone. Per chi ha già applicazioni su questo standard, la risposta è diversa: la piattaforma è viva, la versione 11 è recente, la successiva è in sviluppo, e la migrazione a un'altra tecnologia costerebbe molto più dell'aggiornamento.
- Il caso in cui conviene davvero: organizzazioni che vogliono ridurre la dipendenza da un singolo fornitore e che hanno il tempo di formare le persone.
- Il rischio da valutare: trovare sviluppatori è più difficile che con Spring, e questo si riflette sulle tariffe e sui tempi di ricerca.