Esperti AWS Freelance Italiani
Infrastrutture su Amazon Web Services progettate per reggere il carico e per non far crescere la fattura in silenzio
Amazon Web Services è il cloud più esteso per numero di servizi, ed è la ragione per cui viene scelto e anche la ragione per cui ci si perde: c'è più di un modo per fare qualsiasi cosa, e alcune strade portano a costi molto diversi a parità di risultato. Le fondamenta restano poche e stabili — Amazon EC2 per i server, Amazon RDS e Aurora per i database gestiti, Amazon S3 per i file, ECS ed EKS per i container, AWS Lambda per il codice che gira solo quando serve — e su queste si costruisce la gran parte dei progetti aziendali. Per un'azienda italiana il valore di un buon consulente AWS non è conoscere tutti i servizi, ma sceglierne pochi e dimensionarli, perché è lì che si decide se la fattura del mese prossimo sarà prevedibile. Con FreelanceWWW trovi esperti AWS per progettare, migrare o mettere ordine in quello che avete già.
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Esperti in progettazione di infrastrutture su EC2, database gestiti con RDS e Aurora, archiviazione e distribuzione dei file con S3 e CDN, container su ECS ed EKS, funzioni serverless con Lambda, reti private e regole di accesso, backup e continuità operativa, infrastruttura descritta come codice, monitoraggio, allarmi e riduzione della spesa mensile.
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Domande frequenti
Da dove si parte per portare un'applicazione su AWS?
Da una decisione che precede tutte le altre: se spostare l'applicazione com'è o riprogettarla. Sbagliare qui è quello che fa saltare i progetti.
- Spostare com'è: si replicano i server attuali su macchine virtuali. È rapido, poco rischioso e permette di chiudere la sala macchine. Non porta però quasi nessun risparmio, perché si paga a ore quello che prima era già comprato.
- Adattare: si sostituiscono i pezzi che conviene non gestire più — il database diventa gestito, i file vanno su S3, i backup diventano automatici. È il compromesso che nella pratica rende di più.
- Riprogettare: container o funzioni serverless. Ha senso quando l'applicazione verrà comunque rifatta, non come primo passo.
La strada intermedia è quella che consigliamo a chi migra per la prima volta: benefici concreti, rischio contenuto, possibilità di proseguire dopo.
Come si tiene sotto controllo la spesa?
Con tre abitudini, da impostare prima di accendere le risorse e non dopo la prima fattura sorprendente.
- Etichettare tutto: ogni risorsa deve dire a quale progetto o cliente appartiene, altrimenti a fine mese hai un totale e nessuna spiegazione.
- Allarmi di spesa: una soglia che avvisa quando il consumo supera il previsto, così l'anomalia si scopre in pochi giorni invece che a fine mese.
- Spegnere ciò che non serve: gli ambienti di prova non devono restare accesi di notte e nel fine settimana. È la voce di risparmio più facile e più spesso ignorata.
Aggiungi il traffico in uscita: è la voce che sorprende più spesso chi arriva da un hosting con traffico incluso. Se distribuisci file pesanti, va stimata prima.
Serve una certificazione AWS per lavorare bene sul nostro progetto?
La certificazione dice che la persona conosce i servizi; non dice che ha mai gestito un'infrastruttura in produzione. Sono due cose diverse, ed è utile saperlo quando si confrontano due proposte.
- Cosa chiedere davvero: un esempio concreto di un'infrastruttura seguita nel tempo, con carico reale e problemi risolti.
- Una domanda rivelatrice: «come fai a sapere che qualcosa non sta funzionando?». Chi ha esperienza parla di allarmi, soglie e turni; chi non ne ha risponde in modo generico.
- Un'altra: «come ricostruiamo tutto se domani cancelliamo l'account per errore?». La risposta giusta parla di infrastruttura descritta come codice e di backup verificati.
La certificazione resta un buon segnale, soprattutto insieme a quelle risposte.
Il serverless conviene o è una moda?
Conviene in casi precisi, e in altri costa più di un server normale. Vale la pena essere concreti invece che ideologici.
- Dove conviene: lavori sporadici o irregolari — elaborazione di un file caricato, invio di notifiche, integrazioni che scattano a evento, picchi imprevedibili. Si paga solo l'esecuzione e a riposo il costo è nullo.
- Dove non conviene: carico costante e continuo. Lì un server acceso tutto il giorno costa meno di milioni di esecuzioni.
- Cosa cambia nel lavoro quotidiano: capire perché qualcosa non funziona è più complesso, e alcune soluzioni legano il codice alla piattaforma in modo difficile da sciogliere.
Un uso equilibrato è molto comune: applicazione principale su server o container, e funzioni serverless per i lavori occasionali attorno.
Cosa succede se vogliamo cambiare fornitore in futuro?
Dipende da quanto ti sei legato ai servizi specifici, ed è una scelta da fare consapevolmente all'inizio invece di subirla dopo.
- Facile da spostare: macchine virtuali, container, database standard come PostgreSQL e MySQL. Esistono dappertutto.
- Difficile da spostare: i servizi propri della piattaforma, che spesso non hanno un equivalente diretto altrove.
- Come ridurre il rischio: tenere i dati in formati standard, descrivere l'infrastruttura come codice, sapere quanto costerebbe estrarre tutti i dati — il traffico in uscita ha un prezzo e va conosciuto prima.
Non significa rinunciare ai servizi avanzati: significa sapere quali sono le porte che si chiudono dietro di te e sceglierlo apposta.