Esperti Google Cloud Freelance Italiani
Applicazioni a container, database gestiti e analisi su grandi volumi di dati, sulla piattaforma cloud di Google
Google Cloud — il nome con cui Google chiama oggi quella che molti conoscono ancora come Google Cloud Platform — è il cloud che si è costruito una reputazione su due terreni: i container, con Google Kubernetes Engine e con Cloud Run per far girare un'applicazione senza occuparsi del server, e l'analisi dei dati, con BigQuery che interroga volumi enormi in pochi secondi. Accanto ci sono le fondamenta che servono a qualunque progetto: Compute Engine per le macchine virtuali e Cloud SQL per i database gestiti PostgreSQL e MySQL. Per un'azienda italiana è una scelta sensata quando il progetto ruota attorno ai dati o a un'app containerizzata che deve scalare, e quando si usano già gli strumenti Google per la produttività e l'analisi web. Con FreelanceWWW trovi esperti Google Cloud per progettare, migrare o ottimizzare la spesa.
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Domande frequenti
In cosa Google Cloud è diverso dagli altri due?
Sulle fondamenta i tre cloud si somigliano molto. Le differenze percepibili riguardano due ambiti e un aspetto di metodo.
- Container: Kubernetes è nato in Google e la piattaforma ha una lunga esperienza su questo terreno. Cloud Run in particolare permette di pubblicare un container senza gestire alcun server, ed è spesso la via più rapida per mettere online un'applicazione.
- Dati e analisi: BigQuery è il servizio che più spesso porta le aziende su questa piattaforma: interroga volumi molto grandi senza infrastruttura da dimensionare.
- Il contesto aziendale: se usi già Google Workspace, Google Analytics e Google Ads, i dati e le identità si incastrano con meno lavoro.
Il criterio più onesto resta chi manterrà il sistema: la piattaforma che il tuo fornitore conosce bene batte quella teoricamente più adatta.
Cloud Run o Kubernetes: cosa scegliere?
È la domanda più utile che puoi fare in un progetto Google Cloud, perché la risposta cambia i costi di gestione per anni.
- Cloud Run conviene quando: hai una o poche applicazioni in container e vuoi che qualcun altro si occupi di tutto il resto. Scala da sola, si paga l'uso e non c'è un cluster da mantenere. Per la maggior parte delle PMI è la scelta giusta.
- Kubernetes gestito conviene quando: i servizi sono molti e interconnessi, servono configurazioni particolari di rete o di risorse, o esiste già una competenza interna sulla piattaforma.
- Il segnale di sovradimensionamento: un cluster con dentro due applicazioni. Costa in canone e soprattutto in attenzione continua.
BigQuery serve solo alle grandi aziende?
No, e l'equivoco nasce dal fatto che viene raccontato con esempi da miliardi di righe. Il criterio vero è la struttura del problema, non la dimensione dell'azienda.
- Quando ha senso: devi unire dati che oggi stanno in posti diversi — gestionale, e-commerce, campagne pubblicitarie, analisi del sito — e interrogarli insieme senza rallentare i sistemi di produzione.
- Quando non serve: se i dati stanno in un database aziendale e le analisi girano in tempi accettabili, aggiungere un altro sistema è complessità inutile.
- Attenzione al modello di costo: si paga in base ai dati esaminati dalle interrogazioni. Query scritte male su tabelle grandi costano, ed è per questo che conviene farsi impostare bene la struttura all'inizio.
Se l'obiettivo è un cruscotto per la direzione, la domanda da porsi prima è quale decisione deve supportare: spesso la risposta ridimensiona il progetto e lo rende fattibile.
Dove finiscono i nostri dati e come stiamo con il GDPR?
Gli strumenti per essere conformi ci sono; la responsabilità del titolare del trattamento resta comunque tua, e alcune scelte vanno fatte all'inizio perché dopo sono costose da cambiare.
- La regione va scelta: le risorse si creano in una regione specifica, europee comprese. È una decisione esplicita, non un'impostazione predefinita da dare per buona.
- Identità e permessi: vanno dati per ruolo e limitati al necessario. L'errore classico è concedere permessi ampi «per non avere problemi» e lasciarli lì per anni.
- Registri di accesso: da attivare e conservare secondo le tue policy.
- Contratto sul trattamento dei dati: da sottoscrivere e archiviare.
Quanto costa e come si evitano sorprese?
Con le stesse tre precauzioni che valgono per ogni cloud, più una specifica di questa piattaforma.
- Budget e allarmi: vanno impostati prima di accendere le risorse, con notifiche a soglie intermedie.
- Etichette sulle risorse: per sapere quale progetto o cliente genera quale spesa.
- Spegnere gli ambienti di prova: la voce di risparmio più semplice e più trascurata.
- La specificità da conoscere: i servizi che si pagano a consumo — le analisi e le applicazioni che scalano da sole — possono generare costi improvvisi se qualcosa va in ciclo. Vanno protetti con limiti massimi, non solo sorvegliati.
Una revisione della spesa da parte di un consulente richiede pochi giorni e in genere si ripaga entro i primi mesi.