Esperti Figma Make Freelance Italiani
Dal prompt o dal file di design a un prototipo che funziona davvero, dentro lo stesso strumento in cui vive il resto del progetto
Figma Make è la parte di Figma che genera prototipi funzionanti a partire da una descrizione, da un file di design esistente o da un'immagine: non schermate statiche da cliccare in sequenza, ma interfacce in cui i campi rispondono, le liste si filtrano e la navigazione esiste. La differenza rispetto a uno strumento a sé sta nel contesto: il risultato nasce dentro lo stesso file in cui stanno i componenti, i colori e i caratteri del tuo progetto, e resta lì insieme al resto del lavoro del team. Per un'azienda questo cambia il modo di prendere le decisioni: si prova l'idea invece di immaginarla, si scopre in un pomeriggio che un flusso non funziona e si cambia strada prima di aver speso in sviluppo. Con FreelanceWWW trovi designer e product designer che usano Figma Make per accorciare la distanza fra l'idea e qualcosa da provare.
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Esperti in generazione di prototipi funzionanti da descrizione o da design esistente, uso dei componenti e delle librerie di progetto per mantenere coerenza visiva, iterazione rapida su flussi e interazioni, test con utenti reali, rifinitura del design consegnabile agli sviluppatori e collegamento con il resto del lavoro in Figma.
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Domande frequenti
Figma Make sostituisce lo sviluppo di un'applicazione?
No, e chi lo racconta così ti sta preparando una delusione costosa. Serve a far esistere in fretta qualcosa che si può provare, che è una cosa diversa da un prodotto.
Cosa manca a un prototipo per diventare un prodotto
- I dati veri: un prototipo lavora su contenuti di esempio. Collegarlo al gestionale, al database o alle API aziendali è sviluppo a tutti gli effetti.
- Accessi e permessi: autenticazione, ruoli, protezione dei dati personali.
- I casi limite: cosa succede quando la connessione cade, quando un campo è vuoto, quando due persone modificano la stessa cosa.
- Manutenzione: qualcuno deve poterci mettere mano fra un anno.
Usato per quello che è, però, fa risparmiare parecchio: le modifiche fatte su un prototipo costano una frazione delle stesse modifiche fatte dopo lo sviluppo.
Che differenza c'è fra un prototipo classico di Figma e Figma Make?
Il prototipo classico collega schermate ferme con dei percorsi: l'utente clicca e passa alla schermata successiva, sempre la stessa. Funziona bene per mostrare un flusso deciso.
- Con Figma Make l'interfaccia risponde davvero: puoi scrivere in un campo, filtrare una lista, vedere un risultato che cambia in base a quello che fai.
- Perché conta: nei test con utenti reali, le cose che non funzionano emergono quando le persone provano a fare qualcosa di imprevisto. Un prototipo che segue un solo binario nasconde proprio quei problemi.
- Quando basta il prototipo classico: per mostrare un percorso lineare a un cliente o in una presentazione interna, spesso è più che sufficiente e si fa in meno tempo.
Possiamo partire dai nostri file Figma già esistenti?
Sì, ed è il vantaggio principale rispetto agli strumenti che vivono per conto loro. Se la tua azienda ha già un file di design con i propri componenti, colori e caratteri, si parte da lì.
- Coerenza visiva: il prototipo usa gli elementi del tuo prodotto invece di uno stile generico, quindi somiglia a qualcosa di reale anche agli occhi di chi lo valuta.
- Niente esportazioni: il lavoro resta dove sta il resto, con gli stessi permessi e la stessa cronologia.
- Se non hai ancora nulla: si può partire da una descrizione o da un'immagine, con la consapevolezza che i primi risultati avranno un aspetto standard, da avvicinare poi al tuo marchio.
Se in azienda non esiste ancora una libreria di componenti, costruirla è spesso l'investimento che rende di più nel medio periodo, molto più di qualunque strumento di generazione.
Chi possiede il risultato e dove resta il lavoro?
Domanda da sistemare all'inizio della collaborazione, non alla consegna.
- Il file deve stare nell'account della tua azienda: il freelance viene invitato a lavorarci. Se nasce nel suo spazio, la migrazione a fine incarico è un passaggio in più che spesso si dimentica.
- Verifica le condizioni d'uso del piano: le funzioni di generazione hanno regole proprie su cosa si può fare del risultato; per un prodotto commerciale conviene leggerle prima, non dopo.
- Nel contratto: metti per iscritto che il materiale prodotto è tuo e che ti viene consegnato in formato modificabile.
Quanto tempo serve per avere un prototipo presentabile?
Molto meno che in passato, ma la variabile non è lo strumento: è quanto è chiaro quello che vuoi.
- Idea già definita, pochi schermi: una prima versione navigabile in poche ore di lavoro.
- Idea da mettere a fuoco: qui il tempo se ne va nelle decisioni, non nella realizzazione — ed è tempo speso bene, perché le stesse decisioni prese dopo lo sviluppo costano dieci volte tanto.
- Prototipo per test con utenti: considera anche il tempo per preparare gli scenari di prova, trovare le persone e raccogliere i risultati.
Un consiglio pratico per la richiesta di progetto: indica quante schermate ti servono e a chi le mostrerai. Sono le due informazioni che permettono a un designer di quotare senza sovrastimare.