Quanti sono davvero i freelance negli Stati Uniti, in Europa e in Italia secondo gli ultimi dati di Istat, INPS, Eurostat e dei principali osservatori internazionali, come si posiziona l'Italia nella classifica continentale del lavoro autonomo e perché i giovani italiani faticano più dei coetanei europei a scegliere questa strada

"L'Italia è la patria dei freelance" è una frase che circola da anni tra chi scrive di lavoro autonomo, e non è priva di fondamento: nel 2025 l'Istat conta 5.227.000 lavoratori autonomi nel nostro paese, in crescita di 123.000 unità rispetto all'anno precedente. È un numero enorme, ma dice solo parte della storia. Quella frase nasconde infatti un paradosso: l'Italia ha uno dei tassi di lavoro autonomo più alti d'Europa, eppure i giovani italiani scelgono il lavoro indipendente meno dei loro coetanei del resto del continente, e il reddito medio di chi lavora con la Gestione Separata INPS resta, per una fetta consistente di professionisti, sotto i 22.000 euro l'anno.

Questo articolo mette in fila i numeri più recenti su tre scale diverse — il Nord America, dove il lavoro indipendente cresce più velocemente che altrove; l'Europa, dove il tasso di autonomi varia moltissimo da un paese all'altro; e l'Italia, dove la fotografia è più complessa di quanto suggerisca lo slogan — per capire dove si colloca davvero il nostro paese e quali tendenze stanno ridisegnando il mercato del lavoro freelance in vista del 2027.

INDICE DEI CONTENUTI
  1. Il lavoro indipendente cresce in tutto il mondo
  2. Nord America: la locomotiva del freelance
  3. Europa: la fotografia Eurostat sul lavoro autonomo
    1. La classifica dei paesi europei
  4. Italia: quanti sono davvero i freelance
    1. La Gestione Separata INPS: chi sono e quanto guadagnano
    2. Il nodo giovani: perché in Italia si fatica di più
  5. Quali settori guidano la domanda di freelance
  6. Verso il 2027: cosa aspettarsi
  7. Conclusioni
  8. Domande frequenti
    1. Quanti sono i freelance in Italia nel 2026?
    2. Quanti sono gli iscritti alla Gestione Separata INPS?
    3. L'Italia è davvero "la patria dei freelance" in Europa?
    4. Quanti sono i freelance negli Stati Uniti?
    5. Perché i giovani italiani scelgono meno il lavoro autonomo rispetto ai coetanei europei?
    6. Quanto guadagna in media un freelance in Italia?
    7. Quali sono i settori più richiesti per i freelance?

Il lavoro indipendente cresce in tutto il mondo

Le stime globali sul numero di freelance variano molto in base alla definizione usata — chi lavora in modo indipendente a tempo pieno, chi lo fa part-time, chi affianca un lavoro dipendente con progetti occasionali — e per questo gli osservatori di settore indicano intervalli molto ampi: dalle stime più caute della Banca Mondiale, che parlano di 154-435 milioni di lavoratori indipendenti nel mondo secondo la definizione adottata, fino alle stime più estensive di alcune piattaforme di settore, che arrivano a ipotizzare oltre 1,5 miliardi di persone che svolgono almeno un'attività da freelance, pari a quasi la metà della forza lavoro mondiale. Il divario tra queste cifre non è un errore, ma il segnale di quanto sia ancora instabile la definizione statistica di "freelance": un dato da tenere a mente ogni volta che si legge un numero isolato su questo tema, incluso quelli riportati più avanti in questo articolo.

Nord America: la locomotiva del freelance

Negli Stati Uniti la misura dipende moltissimo dalla fonte. Il Bureau of Labor Statistics, che conta solo chi dichiara il lavoro indipendente come occupazione principale, arriva a circa 9,8 milioni di persone. Le indagini di settore più ampie, che includono anche chi affianca un impiego fisso con lavori da freelance o entrate da piattaforma, stimano che nel 2026 fino a 73 milioni di americani — circa il 45% della forza lavoro — svolgano almeno un'attività di lavoro indipendente, con una proiezione che porterebbe questa cifra a 86,5 milioni entro il 2027, superando per la prima volta la metà della forza lavoro statunitense.

Il segnale più interessante non è solo la quantità, ma la qualità: i lavoratori indipendenti che dichiarano oltre 100.000 dollari di reddito annuo sono passati da circa 3 milioni nel 2020 a 5,6 milioni nel 2025, quasi un raddoppio in cinque anni. La tariffa oraria media nel Nord America si attesta intorno ai 44 dollari, con i professionisti qualificati a tempo pieno che riportano una mediana di reddito annuo vicina agli 85.000 dollari. È un mercato dove il lavoro autonomo, per una parte crescente di chi lo pratica, non è più un ripiego ma una scelta economicamente competitiva rispetto all'impiego tradizionale.

Europa: la fotografia Eurostat sul lavoro autonomo

In Europa il quadro è più frammentato. Secondo le serie Eurostat sul lavoro autonomo senza dipendenti, la quota media nell'Unione si aggira intorno al 14% degli occupati, ma con differenze marcate da paese a paese — e, soprattutto, con un calo generale rispetto a un decennio fa: il lavoro autonomo "classico" (artigiani, commercianti, piccoli imprenditori individuali) perde terreno quasi ovunque, mentre crescono le forme di lavoro indipendente legate ai servizi digitali, alla consulenza e alle piattaforme online, che le statistiche tradizionali faticano a catturare per intero.

La classifica dei paesi europei

Guardando all'ultimo dato disponibile per ciascun paese nella serie Eurostat "lavoratori autonomi senza dipendenti" (non tutti i 27 Stati membri hanno un aggiornamento alla stessa data), l'Italia si colloca a metà classifica tra i paesi con il dato più recente:

Paese

Quota di autonomi senza dipendenti sugli occupati

Dato più recente

Malta

13,6%

dicembre 2024

Spagna

13,2%

dicembre 2025

Repubblica Ceca

12,8%

dicembre 2025

Italia

9,9%

dicembre 2025

Finlandia

9,7%

dicembre 2025

Francia

8,6%

dicembre 2025

Grecia

8,1%

dicembre 2024

Cipro

7,2%

dicembre 2025

Irlanda

6,5%

dicembre 2025

Danimarca

5,8%

dicembre 2024

Austria

5,8%

dicembre 2025

Lussemburgo

4,9%

dicembre 2025

Il dato italiano merita una lettura storica: nel 2009 la quota di autonomi senza dipendenti toccava l'11,4%, poi è scesa fino al minimo del 7,5% nel 2017, per poi risalire negli ultimi anni fino al 9,9% attuale. L'immagine di un'Italia stabilmente "prima della classe" per numero di freelance, diffusa da alcune analisi di qualche anno fa basate su dati più datati, va quindi aggiornata: oggi il nostro paese si muove in un gruppo di testa, ma non è isolato al vertice, e il suo posizionamento relativo è cambiato nel tempo insieme alle dinamiche del mercato del lavoro degli altri Stati membri.

Italia: quanti sono davvero i freelance

Il numero più aggiornato arriva dalla rilevazione Istat sulle forze di lavoro di ottobre 2025: i lavoratori autonomi totali — una categoria che include imprenditori, lavoratori in proprio, liberi professionisti e collaboratori, non solo i freelance in senso stretto — sono 5.227.000, in aumento di 23.000 rispetto al mese precedente e di 123.000 rispetto a ottobre 2024. Nello stesso periodo l'occupazione complessiva è salita di 224.000 unità, trainata soprattutto dai contratti a tempo indeterminato (+288.000): il lavoro autonomo cresce, ma non è la componente che spiega la maggior parte della crescita occupazionale italiana recente. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 6%, quello di inattività al 33,2%.

La Gestione Separata INPS: chi sono e quanto guadagnano

Per capire chi sono davvero i liberi professionisti e i collaboratori italiani, la fonte più dettagliata resta l'osservatorio INPS sulla Gestione Separata, che tra il 2015 e il 2023 (ultimo anno con dati completi) racconta una crescita costante: gli iscritti totali — collaboratori e professionisti senza cassa — sono passati da 1.434.856 a 1.594.776, circa +11% in otto anni, con i soli professionisti in crescita del 59% nello stesso periodo. Non è una crescita uniforme: nel 2023 il 46,3% dei collaboratori lavorava in modo esclusivo per un solo committente, con un reddito medio annuo di 21.447 euro — e con una differenza di genere marcata, dato che il reddito medio degli uomini risulta quasi doppio di quello delle donne. Guardando all'età, la crescita degli iscritti tra il 2015 e il 2023 è stata più forte tra gli over 60 (+26%) che tra gli under 30 (+13,6%) o i 30-59enni (+7%); per area geografica, il Sud ha registrato l'incremento più alto (+16%), seguito da Nord (+10,2%) e Centro (+9,5%).

Il nodo giovani: perché in Italia si fatica di più

È qui che il paradosso italiano diventa più visibile. Secondo i dati Eurostat più recenti sui giovani imprenditori, nell'Unione Europea i lavoratori autonomi tra 20 e 29 anni sono circa 2,06 milioni, pari al 7,9% del totale degli autonomi. In questa classifica l'Italia si posiziona al 15° posto su 27, a metà classifica — lontana sia dai paesi con la quota più alta di giovani tra gli autonomi (Slovacchia 12,2%, Malta 10,5%, Romania 10,3%) sia da quelli con la quota più bassa (Irlanda 5,1%, Bulgaria 5,3%, Spagna 5,9%).

Il dato che pesa di più, però, è un altro: il tasso di occupazione dei 20-29enni in Italia è il più basso dell'Unione Europea, al 47,6%, contro una media UE del 65,6%. Prima ancora di scegliere se lavorare come dipendenti o come autonomi, molti giovani italiani restano semplicemente fuori dal mercato del lavoro — in formazione, in cerca di occupazione o inattivi. Il lavoro autonomo, per i più giovani, non è tanto una scelta scartata quanto una strada che arriva dopo un ingresso nel mercato del lavoro più lento e più tardivo rispetto al resto d'Europa.

Quali settori guidano la domanda di freelance

Al di là dei numeri aggregati, le piattaforme di lavoro freelance offrono un'indicazione utile su dove si concentra oggi la domanda, pur con il limite di rappresentare solo i progetti intermediati online e non l'intero mercato del lavoro autonomo:

  • lo sviluppo software resta la categoria più richiesta, con una quota stimata intorno al 42% della domanda complessiva di progetti freelance;

  • il marketing digitale segue con circa il 31% della domanda;

  • grafica e UX/UI design rappresentano circa il 27% dei progetti nell'area creativa;

  • la domanda di competenze legate all'intelligenza artificiale cresce di circa il 40% su base annua, mentre calano i lavori più standardizzabili: scrittura di base (-21%), traduzione (-28%) e data entry (-35%).

Il filo comune è chiaro: la domanda si sposta verso competenze difficili da automatizzare o da delegare a un software, e si allontana dai compiti ripetitivi che l'intelligenza artificiale generativa sa già svolgere a basso costo — una tendenza che riguarda tanto i freelance italiani quanto quelli statunitensi o del resto d'Europa.

Verso il 2027: cosa aspettarsi

Le proiezioni concordano su una direzione, pur con cifre diverse a seconda della fonte: il lavoro indipendente continuerà a crescere più rapidamente dell'occupazione tradizionale, soprattutto nei settori legati al digitale. Negli Stati Uniti la soglia psicologica del 50% della forza lavoro in qualche forma di lavoro indipendente potrebbe essere superata entro il 2027. In Europa, e in Italia in particolare, la crescita sarà probabilmente più lenta e più legata ai professionisti qualificati — complice anche l'eventuale semplificazione degli obblighi amministrativi di cui si discute a livello europeo — che al lavoro autonomo "di necessità" tipico di altre fasi storiche del mercato del lavoro italiano.

Conclusioni

I numeri raccontano un'Italia che resta tra i paesi europei con la quota più alta di lavoratori autonomi, ma non il primato assoluto che una certa narrazione le attribuisce; un mercato del lavoro indipendente che cresce in termini assoluti — più di cinque milioni di autonomi secondo l'Istat, quasi 1,6 milioni di iscritti alla Gestione Separata INPS — ma che fatica a essere la prima scelta per le nuove generazioni, più impegnate a entrare nel mercato del lavoro in generale che a scegliere tra dipendenza e autonomia. Nel frattempo, dall'altra parte dell'Atlantico, il lavoro indipendente si avvia a diventare, entro pochi anni, la modalità prevalente per quasi metà della forza lavoro statunitense: due traiettorie diverse, che condividono però la stessa direzione di fondo verso un lavoro sempre meno legato a un singolo datore di lavoro e sempre più costruito attorno a competenze specifiche, committenti multipli e piattaforme digitali.

Domande frequenti

Quanti sono i freelance in Italia nel 2026?

Secondo l'Istat, a ottobre 2025 i lavoratori autonomi in Italia erano 5.227.000, in crescita di 123.000 unità sull'anno precedente. È un dato ampio, che include imprenditori, lavoratori in proprio e liberi professionisti: la platea dei freelance in senso stretto, cioè chi lavora in proprio su progetti per committenti diversi, è una parte di questo totale, meglio approssimata dai dati della Gestione Separata INPS.

Quanti sono gli iscritti alla Gestione Separata INPS?

Nel 2023, ultimo anno con dati completi, gli iscritti alla Gestione Separata INPS — collaboratori e professionisti senza una propria cassa — erano circa 1,6 milioni, in crescita dell'11% rispetto al 2015. I soli professionisti sono cresciuti del 59% nello stesso periodo.

L'Italia è davvero "la patria dei freelance" in Europa?

In parte. Con il 9,9% di lavoratori autonomi senza dipendenti sugli occupati (dato Eurostat più recente), l'Italia si colloca nella parte alta della classifica europea, ma non al primo posto: Spagna e Repubblica Ceca, ad esempio, registrano quote più alte. Il dato italiano, inoltre, è oggi più basso del picco toccato nel 2009 (11,4%).

Quanti sono i freelance negli Stati Uniti?

Dipende dalla definizione: la misura più restrittiva del Bureau of Labor Statistics conta circa 9,8 milioni di persone, mentre le stime di settore più ampie arrivano a 73 milioni nel 2026, pari a circa il 45% della forza lavoro, con una proiezione di 86,5 milioni entro il 2027.

Perché i giovani italiani scelgono meno il lavoro autonomo rispetto ai coetanei europei?

Più che una scelta contro il lavoro autonomo, è un ritardo nell'ingresso nel mercato del lavoro in generale: l'Italia ha il tasso di occupazione più basso dell'UE per la fascia 20-29 anni (47,6%, contro una media europea del 65,6%). Il lavoro autonomo arriva, per molti giovani italiani, dopo un percorso di ingresso nel mercato del lavoro più lento che altrove.

Quanto guadagna in media un freelance in Italia?

Tra i collaboratori della Gestione Separata INPS che lavorano in modo esclusivo per un solo committente — il 46,3% del totale nel 2023 — il reddito medio annuo è di 21.447 euro, con una differenza di genere significativa: il reddito medio degli uomini è quasi doppio di quello delle donne. Chi lavora con più committenti o come professionista registra, in media, redditi diversi non riportati in forma aggregata dalla fonte.

Quali sono i settori più richiesti per i freelance?

Secondo i dati delle principali piattaforme di lavoro freelance, lo sviluppo software guida la domanda con circa il 42% dei progetti, seguito dal marketing digitale (31%) e da grafica e UX/UI design (27% dei lavori creativi). Le competenze legate all'intelligenza artificiale sono quelle in crescita più rapida.