CAPTIONS-AI

Video Editor Captions AI Freelance Italiani

Reel e video parlato pronti per i social: sottotitoli automatici, pause tolte, sguardo corretto e versioni doppiate in altre lingue

Captions è l'applicazione che ha reso rapido il montaggio del formato video più usato dalle aziende sui social: una persona che parla in camera. Trascrive e mette i sottotitoli da sola, toglie pause e intercalari, corregge lo sguardo quando chi parla legge il testo invece di guardare l'obiettivo, e genera versioni doppiate in altre lingue mantenendo la voce di chi parla. Sul fronte generativo produce anche video con avatar a partire da uno script e materiali pubblicitari a partire dall'indirizzo di un prodotto. Funziona su iPhone, Android e da browser — l'assistenza ufficiale precisa che non esiste un'applicazione per Windows o Mac. Per un'azienda significa poter pubblicare con continuità senza una troupe. Con FreelanceWWW trovi video editor che lo usano per produrre in serie, mantenendo un livello riconoscibile.

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Domande frequenti

Che cosa fa esattamente Captions e su quali dispositivi funziona?

È un'applicazione di montaggio pensata per i video in cui qualcuno parla in camera, il formato che regge la maggior parte della comunicazione aziendale sui social.

Le funzioni principali dichiarate dal produttore
  • Sottotitoli automatici con stili grafici applicabili all'intero video.
  • Montaggio automatico a partire da una libreria di stili predefiniti.
  • Rimozione delle pause e pulizia del parlato, compresa la riduzione dei rumori.
  • Correzione dello sguardo: chi legge un gobbo sembra guardare l'obiettivo.
  • Doppiaggio e traduzione in altre lingue.
  • Avatar AI e generazione di video da uno script.

Sulle piattaforme conviene essere precisi perché è una domanda frequente: l'applicazione è disponibile per iOS e Android e si usa anche da browser, mentre l'assistenza ufficiale dichiara esplicitamente che non esiste un'applicazione desktop per Windows o Mac.

In quante lingue funzionano sottotitoli e doppiaggio?

Qui conviene distinguere due numeri, perché il produttore li comunica in modo diverso e fare confusione porta a promesse sbagliate verso il cliente.

  • Doppiaggio: la documentazione ufficiale pubblica un elenco di oltre trenta lingue, l'italiano compreso, utilizzabili sia come lingua di partenza sia come lingua di destinazione.
  • Trascrizione e sottotitoli: le pagine commerciali parlano di oltre cento lingue supportate, senza però pubblicare un elenco.

In pratica: se il progetto prevede il doppiaggio verso una lingua specifica, verificala nell'elenco ufficiale prima di impegnarti con un cliente. E qualunque sia la lingua, una rilettura umana dei sottotitoli resta necessaria: nomi propri, termini tecnici e cifre sono ciò che la trascrizione automatica sbaglia più spesso, ed è anche ciò che il pubblico nota di più.

Il doppiaggio automatico è abbastanza buono per un uso aziendale?

Per contenuti social, di norma sì; per una comunicazione ufficiale, dipende da quanto è alta la posta.

  • Dove funziona bene: pillole informative, contenuti di prodotto, comunicazioni interne, video divulgativi. Il parlato scorre e la voce resta riconoscibile.
  • Dove serve cautela: messaggi legali o regolamentati, terminologia tecnica specifica del tuo settore, giochi di parole e modi di dire, cifre e nomi di prodotto.
  • La regola pratica: far rileggere il testo tradotto a una persona che conosce la lingua e il settore prima di generare l'audio. Costa poco e intercetta l'errore che farebbe brutta figura.
  • Trasparenza: in alcuni contesti è opportuno dichiarare che voce o avatar sono generati. È una scelta di reputazione prima che di conformità.

Perché dovrei pagare un video editor se l'app fa quasi tutto da sola?

Perché l'applicazione risolve l'esecuzione, non il contenuto. È la stessa differenza che passa fra avere una buona macchina fotografica e avere buone foto.

  • Cosa porta un professionista: quali tre secondi iniziali trattengono chi scorre, dove tagliare, cosa togliere del tutto, come chiudere il video.
  • Coerenza di stile: sottotitoli, colori e ritmo uguali su tutti i contenuti, perché il tuo canale sia riconoscibile.
  • Produzione in serie: da un'ora di girato si ricavano dieci contenuti diversi. Questo è lavoro di selezione, e nessun automatismo lo fa al posto tuo.
  • Adattamento alle piattaforme: lo stesso video richiede montaggi diversi per Reel, TikTok, Shorts e LinkedIn.

Il modello che funziona meglio in azienda: il freelance definisce lo stile e monta i primi contenuti, poi il team interno produce dentro quel modello.

Quanto costa e come si organizza la produzione?

L'abbonamento si basa su piani con crediti mensili; le funzioni generative — avatar, voci, traduzioni — consumano crediti, mentre montaggio e sottotitoli incidono molto meno. Una nota utile: la pagina dei prezzi ufficiale avverte che gli importi indicati si riferiscono ai piani iOS, quindi verifica quelli validi per il canale che userai.

  • L'account sia della tua azienda: i contenuti e lo storico restano tuoi quando la collaborazione finisce.
  • Registra in blocco: una sessione di ripresa da un'ora al mese alimenta settimane di pubblicazione, e costa molto meno di dieci riprese separate.
  • Definisci prima lo stile: font dei sottotitoli, colori, sigla, formato. Poi la produzione diventa ripetibile.
  • Metti nella richiesta il volume: quanti video al mese e per quali piattaforme. È l'informazione che permette a un editor di proporti un prezzo a contenuto invece che a ore.

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